Concerti, letture, riflessioni, visite guidate. Un percorso che coinvolge gli alunni del Polo Bianciardi per celebrare il Giorno della Memoria
Sono molte le iniziative che hanno coinvolto gli studenti del Polo Bianciardi di Grosseto in occasione del Giorno della Memoria. Il 27 gennaio la giornata di commemorazione e ricordo si è aperta con un l’esecuzione di brani musicali, performance coreografiche e letture, che si sono tenute nell’Aula Magna dell’Istituto. Questa iniziativa è stata curata dagli studenti del Liceo Musicale e Coreutico che hanno eseguito brani di autori come Olivier Messiaen, internato nel campo di concentramento di Görlitz e brani della tradizione ebraica e kletzmer, alternati a letture dal libro Se questo è un uomo di Primo Levi. Particolarmente emozionante la coreografia eseguita dalle ballerine che hanno interpretato la drammatica vita delle ragazze nei campi di sterminio.

Ma le iniziative ed i momenti di riflessione sull’argomento non si sono limitati al 27 gennaio. Alcune classi del Polo Bianciardi hanno avuto l’opportunità di partecipare alla visita online del Museo e Memoriale di Auschwitz-Birkenau organizzata dal MIM e dal Museo Nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah (MEIS) il 26 gennaio.
Altri studenti sono impegnati in un progetto che prevede un percorso nel centro storico di Grosseto, alla scoperta delle tracce della memoria della deportazione; le classi prime si soffermano alle pietre d’inciampo davanti al palazzo del comune, mentre le classi seconde visitano il monumento ai martiri della resistenza collocato alla Cittadella dello studente. Alla fine del percorso gli studenti realizzeranno alcuni elaborati che saranno raccolti in un video dal titolo “Un filo rosso contro l’indifferenza”.
Il 28 gennaio, alcune classi hanno partecipato all’evento conclusivo del progetto “Dall’Italia ad Auschwitz: Roccatederighi campo di internamento per ebrei”, organizzato dall’ISGREC, che si è tenuto in Sala Eden e che ha offerto agli studenti la possibilità di approfondire la storia della seconda guerra mondiale con importanti relatori quali Simone Duranti (Università della Tuscia), Silvia Bencini (Università di Firenze), Ilaria Cansella (ISGREC) ed Elena Vellati che ha dialogato con gli studenti. Le classi del Polo Bianciardi che hanno partecipato all’evento sono la 2 A del Liceo musicale, che ha presentato la storia della famiglia Waldman, internata a Roccalbegna e nel campo di Roccatederighi e la classe 4 A del professionale Servizi Commerciali Web community Manager, che ha presentato una restituzione dell’esperienza della visita al Museo della Deportazione e della Resistenza di Prato, che racchiude i documenti degli internati toscani.
Grazie a questo progetto, nei mesi scorsi sono state molte le classi del Liceo musicale, del Professionale Servizi Commerciali e del Tecnico Grafico e Comunicazione che hanno avuto l’opportunità di visitare il Memoriale degli Italiani ad Auschwitz, una emozionante installazione voluta da Primo Levi per ricordare gli internati italiani che per molti anni è stata collocata nel blocco 21 di quel campo e che adesso si trova a Firenze in un complesso museale dedicato alla storia della deportazione italiana, per ricordare le quarantamila persone che dall’Italia furono condotte ai lager di tutta Europa.
Intanto otto studenti del Polo Bianciardi di Grosseto si preparano per partecipare all’iniziativa del Treno della memoria che si terrà dal 22 al 26 marzo per visitare il campo di concentramento di Auschwitz insieme alle delegazioni delle scuole superiori della Toscana ai referenti del Museo della Deportazione e della Resistenza di Prato e di Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute allo sterminio. L’iniziativa è organizzata con il sostegno della Regione Toscana. E proprio il 28 gennaio si è tenuto per gli studenti partecipanti un primo momento formativo al teatro della Compagnia di Firenze per trattare della figura di Vera Vigevani Jarach, testimone di due storie di persecuzione, in Italia e in Argentina.
Tante iniziative diverse, quelle del Polo Bianciardi, che vanno però in un’unica direzione, mantenere vivo il ricordo della Shoah e rendere gli studenti protagonisti di tanti momenti di confronto e riflessione, per continuare a tramandare la memoria di ciò che è accaduto affinché non si ripeta mai più.